L'Elba offre i ricordi di una storia ricchissima, che ha visto questa piccola isola contesa, sia per la sua posizione strategica, sia per la ricchezza di minerali del suo sottosuolo da grandi potenze.
Molte civiltà e dominazioni hanno lasciato il segno in quest'isola.
Secondo le narrazioni mitologiche è a Porto Argon, l'odierna Capo Bianco, che Giasone fece tappa durante l'avventurosa ricerca del Vello d'oro e, come rivela Virgilio nell'Eneide, dallo stesso porto salparono trecento giovani elbani per portare aiuto al "Pio Enea" nella dura lotta contro i Rutuli.
Per gli Etruschi, l'Elba costituì una inesauribile fonte di ricchezza: già nel VIII secolo a.C. sfruttavano le miniere ed esportavano il ferro in tutto il bacino del Mediterraneo, ricavandone enormi ricchezze. Sorsero così i forni per la lavorazione del ferro. Fornace
Dei cinque secoli di dominazione etrusca rimangono diverse necropoli, alcuni resti di forni fusori e numerosi "villaggi d'altura", inseriti in scenografie inimitabili.
    
    
Villa Romana delle Grotte Al declino della potenza etrusca, i Romani ereditarono l'industria siderurgica, ma valorizzarono anche i giacimenti di granito e scoprirono i fanghi curativi delle Terme di San Giovanni, le bellezze del paesaggio ed i vini eccellenti. Nei golfi più suggestivi sorsero le grandiose ville patrizie della Linguella, la Villa Romana delle Grotte e di Capo Castello, oggi come allora luoghi di letizia.
    
    
All'inizio del secolo XI l' Elba passa sotto il dominio dei Pisani, che sfruttano le miniere di ferro ed il granito dell'Elba. Del periodo pisano rimangono numerose testimonianze: le raffinate Chiese romaniche e la torre di San Giovanni in Campo, costruita su un enorme masso di granito, ma soprattutto la possente Fortezza di Marciana ed il maniero del Volterraio, sentinella dei monti e dei mari. Fortezza di Marciana
    
    
Fortezza medicea di Portoferraio Nel 1584 segue poi la Signoria degli Appiani e Cosimo de' Medici il quale, sui resti della romana Fabricia, edificò la sua Cosmopoli (oggi Portoferraio), cingendola di mura possenti che salvarono gli abitanti dalle incursioni piratesche.
    
    
Gli Spagnoli si insediarono a Porto Azzurro ed anch'essi posero mano alla difesa del loro territorio con una costruzione imponente: il forte di S. Giacomo che ancor oggi, divenuto casa penale, domina il ridente paese.
L'Elba interessò anche gli Inglesi, i Tedeschi ed i Francesi, che si sfidarono con la diplomazia e con le armi per impadronirsene.
Fortezza di San Giacomo
    
    
Villa di San Martino Il periodo storico che rese quest'isola famosa, fu il breve esilio di Napoleone, durato nove mesi dal 4 maggio 1814 al 26 febbraio 1815.
Bonaparte lasciò un'impronta significativa in questo suo minuscolo regno, costruì strade, riorganizzò l'economia mineraria, incrementò la produzione e l'esportazione dei vino.
Da un'antica chiesa sconsacrata, ricavò un grazioso teatro che, restituito all'antico splendore da un sapiente restauro, è oggi sede di importanti rassegne culturali.
All'isola ha lasciato le sue residenze: in città la villa dei Mulini: una palazzina dalle linee architettoniche sobrie dove Napoleone visse i primi e gli ultimi mesi. All'interno si possono ammirare molti mobili, opere d'arte e documenti a lui appartenuti. In campagna la villa di San Martino voluta dall'imperatore e costruita ampliando una casetta rustica preesistente. Vicino ora sorge un museo Napoleonico voluto dal principe Demidoff.
Partito e sconfitto Napoleone, l'Elba fu annessa al Granducato di Toscana nel 1815 e nel 1860 con il plebiscito passava a far parte dello stato italiano.
    
    
Per la sua storia l'Elba offre quindi interessanti spunti di studio a storici ed archeologi, ed a tutti coloro che amano curiosare fra le testimonianze del passato.